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Non siamo a costo zero! Lettera alle cariatidi dell’archeologia

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Non siamo a costo zero! E la mente va subito a quanti hanno dovuto relegare l’archeologia ad un obbligato passatempo: obbligato dalla deriva delle istituzioni universitarie, politiche e culturali.

Abbandono degli studi, della professione e della professionalità in virtù, almeno, di una dignità umana. I non addetti ai lavori e spesso gli stessi archeologi, compresi quelli che ancora “lavorano” in quest’ambito, non sanno se definire l’archeologia un mestiere, vuoi perché nessuno ci riconosce(in senso professionale) vuoi per i miseri salari: quelli una tantum, sine die, ultra tassati per le partite IVA o non previsti dal lavoro volontario.
C’è da dire una cosa però: docenti, funzionari e ministri non ci hanno lasciato soli! Dai giornali si nota con piacere che anche per loro l’archeologia è oggi più che mai oggetto di svago! In un virtuale salotto seicentesco si rimbalzano progetti, tweet e critiche, sballottati e stravolti come sono dalle mille interviste richieste dai media mondiali. Che lavoraccio! Leggendo quegli articoli a chiunque verrebbe da sorridere, non perché siano insensate o prive di scientificità le loro proposte, ma sinceramente anacronistiche, nel senso di inopportune, almeno al momento.
Speculano su come costruire il tetto di una casa senza considerare che hanno priorità le fondamenta e i muri portanti. E qui non si sta parlando di un singolo monumento, come del tanto chiacchierato Colosseo e della sua arena; si fa riferimento al sistema generale archeologia (occupazione, contratti, compensi). Probabilmente le loro menti ormai ragionano al contrario, proprio come su uno scavo, peccato non in senso ricostruttivo né costruttivo! Alcuni docenti(coinvolti anche nella bagarre Colosseo) una volta hanno sentenziato: “L’università non è una struttura paternalistica, non crea lavoro”.
Perché, in effetti, un’università dovrebbe creare lavoro??!! L’interesse di questa istituzione-o meglio azienda- non è affatto quello di creare futuri dirigenti in grado, con le loro idee, di ritirare su l’economia italiana-ad esempio attraverso i beni culturali; il vero interesse è fare proseliti, prolungando l’adolescenza di tanti studenti e le speranze dei ricercatori per aumentare gli introiti. Peccato solo che quei professori, poiché tali, erano e sono, parte di quell’istituzione e come loro tanti altri, che hanno avallato e perpetrato per comodo questa vergognosa politica.
Dobbiamo auspicarci che in futuro, in un’università riformata, sia obbligatorio l’insegnamento del diritto del lavoro e del contratto nazionale dei lavoratori, così che studenti e ricercatori non permettano più a nessuno di farli sentire in dovere di lavorare gratuitamente pur avendo un titolo. Professori, e con loro funzionari ed istituzioni, che utilizzano il metodo del volontariato per il loro interesse, sfruttando la professionalità di archeologi, restauratori, storici dell’arte, archivisti etc, hanno fallito in tutto, come esseri umani, docenti e uomini di cultura.
Di seguito alcuni spunti utili per le prossime disquisizioni da salotto. Nessun riconoscimento della professione. Salari, contributi, etc: inesistenti; contratti indecenti, quando previsti; lavori professionali, per funzionari e docenti, mai pagati, sottopagati, o “rimborsati” attraverso la soddisfazione di avere conquistato un contatto importante, poi qualcosa verrà!; e ancora: proposte di affidamento lavori tramite gare d’appalto a ribasso spesso truccate; fondi universitari prin rilasciati con bandi ad hoc, concessi anche quando non c’era materiale per attuarli, con l’unico scopo di far risultare svolto un lavoro scientifico per accedere a ulteriori fondi; master ultra costosi per rimpinzare le casse universitarie e fare progetti di valore culturale utili poi a funzionari o dipendenti delle sovrintendenze; fondi europei a sovvenzionare ditte che, con la scusa dei corsi regionali di specializzazione, utilizzano manodopera a costo zero o a mala pena rimborsata (spesso però mai liquidata); scavi non retribuiti; lezioni tenute gratuitamente al posto dei professori; pubblicazioni non pagate e a nome dei docenti, che ci regalano riguardandole quell’unico riconoscimento: “con la partecipazione di”e il nostro nome; e poi cooperative e aziende che sfruttano professionisti per la sorveglianza archeologica sui cantieri o come guide turistiche; archivi documentali chiusi; reperti mai studiati per mille difficoltà burocratiche e partiti oltreoceano, e qui ci si deve domandare se il sindaco abbia a sua disposizione qualche archeologo come consulente in queste scelte.
Ci sarebbero tanti archeologi pieni di iniziative utili, le cui idee e i cui lavori devono però avere un prezzo. Sarebbe ora che tutte le cariatidi che gravitano intorno a questo settore si facessero un esame di coscienza. Dovrebbero ragionare su quali siano le vere necessità per risarcire le ferite che la loro archeologia ha finora creato, guardando alle potenzialità e al valore del nostro capitale umano!

Fabrizia Maira, archeologa

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Conferenza al Palazzo Farnese : Tecnologie digitali per i beni culturali – 20 giugno

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lecture4_renaissance1-1161359437372199 La conferenza si terrà venerdì 20 giugno al Palazzo Farnese alle 17.30. La partecipazione previa registrazione on line entro stasera (18 giugno).

Interventi (con traduzione simultanea) :

  • Livio De Luca, Architetto, Direttore dell’unità di ricerca “Modelli e simulazioni per l’Architettura e il Patrimonio” (CNRS e Ministère de la Culture et de la Communication)
  • Roberto Scopigno, Direttore del Visual Computing Laboratory – Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione (CNR)
  • Hélène Dessales, Ricercatrice Archeologa (Ecole Normale Supérieure)
  • Rita Paris, Archeologa responsabile Appia Antica e Archivio Cederna, Direttrice del Museo Palazzo Massimo

Informazioni e registrazione

Programma

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Bando dottorato Università Ca’ Foscari – 29 maggio 2014

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cf-logoL’Università Ca’Foscari di Venezia ha pubblicato un bando di concorso per 9 borse di dottorato in Scienze dell’Antichità (dottorato in Interateneo) e 6 borse di dottorato in Storia dell’Arte (e 3 posti di dottorato senza borsa).

Tutte le informazioni necessarie si trovano sul sito dell’università.

Scadenza : 29 maggio 2014

Incontro AIAC 28 aprile

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aiacLa prossima seduta dell’AIAC si terrà il 28 aprile e sarà incentrata sul tema “QUESTIONI ETRUSCHE, DALL’EMERGENZA ALLA RIMEMBRANZA”

Sono previsti tre interventi (moderatore : Stéphane Bourdin) :

Claudia Piazzi, Sapienza-Università di Roma, Etruscologia : Spazi abitativi in Etruria dal Bronzo Finale all’Epoca Orientalizzante. Il caso di Tarquinia.

Miriam Gillett, British School at Rome : Civic identities in Etruria: Etruscan numismatics.

Clément Chillet, École française de Rome : La Roma etrusca di Augusto.

Dove e quando : lunedì 28 aprile 2014,  ore 17.00, École française de Rome, Piazza Navona, 62. 


 

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